A proposito dell'onestà degli amministratori della Lega e dell'ex partito del buon governo, oggi partito dell'amore per i soldi: la Guardia di Finanza ha arrestato all'alba di stamani sette politici e signorotti della Bassa Valtellina, in provincia di Sondrio, per concussione, concorso in concussione, truffa aggravata finalizzata all'erogazione di fondi pubblici e da ultimo – ma non certo per gravità – turbativa d'asta.
CercinoDella cricca fanno parte il presidente della Cm di Morbegno Silvano Passamonti, l'assessore (e presidente del Bim) Giacomo Rebuzzi, il direttore generale Salvatore Marra, il direttore di Eventi Valtellinesi Luca Spagnolatti, l'ex sindaco di Cercino nonché imprenditore edile Renzo Barona, il segretario comunale di Cercino Franco Gusmeroli e la libera professionista Simona Vitali. L'elenco potrebbe però allungarsi ad altri personaggi della periferia, ma anche del Pirellone.
L'inchiesta della procura di Sondrio parte da lontano, dall'autunno del 2007, a seguito delle indagini su un delitto fallito, tre attentati incendiari e due arresti per una mancata estorsione da centomila euro, inchiesta che ha sollevato il velo su un giro di appalti truccati per opere pubbliche in Valtellina. In tale occasione emergeva anche il nome dell'ex assessore provinciale alla viabilità Jonny Crosio, grande amico di Bossi, appena eletto deputato per la Lega, lo stesso Crosio che firmava la proposta di legge costituzionale (modifica dell'art.68 della Costituzione) che darebbe mani libere ai parlamentari anche se condannati in via definitiva.
Una storia, questa, che nulla ha da invidiare ai metodi della mafia meridionale: terreni edificabili estorti a prezzi stracciati (11 mila euro) con la minaccia di esproprio a 4 mila euro, quando il valore di mercato era di 50 mila, terreni poi edificati dalle ditte coinvolte nell'inchiesta con il beneplacito di comune e regione che pagava fatture appositamente gonfiate. "Mi sono sentito – ha dichiarato una vittima – come se qualcuno fosse venuto con la pistola a minacciarmi di vendere".
La vicenda, per una realtà piccola come la Valtellina, ha avuto l'effetto di una bomba, anche se – pare – molti sapevano da tempo delle tresche tra amministratori locali ed imprenditori. Ciò non ha impedito, però, che fosse eletto a Roma ladrona un rappresentante della Valle ladrona.

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