handcuffed_to_money2.jpg

Altro che il miglior presidente del consiglio degli ultimi cento anni: Silvio Berlusconi probabilmente passerà alla storia mondiale come l'unico capo del governo riuscito ad eliminare la corruzione dal proprio paese che, nel 2008, era al 55° posto su 180 paesi sotto la lente del Transparency International Italia, Associazione contro la corruzione.
Nel corso del prossimo CdM presenterà un progetto di legge per eliminare alla radice il malcostume: come fu per il falso in bilancio ed altri reati simili, basterà depenalizzare la corruzione e la concussione ed, oplà, in Italia non ci saranno più né corruttori né corrotti. E che ci vuole!
Chi è già stato condannato per corruzione non potrà più far parte di movimenti politici, ma non è detto che non possa presentarsi come "indipendente" nelle liste – per esempio – del Partito delle Libertà ed essere eletto dal popolo a deputato o senatore. D'altra parte, non è forse Berlusconi che ha sempre sostenuto che è il popolo che lo legittima giorno dopo giorno, sondaggio dopo sondaggio? Non può smentirsi proprio adesso. Tant'è vero che Nicola Cosentino, appena apprese le dichiarazioni del capo, ha comunicato le proprie dimissioni da sottosegretario all'Economia e da coordinatore del Pdl campano, dimissioni ovviamente subito respinte da Berlusconi in persona.
Se, come dice Ernesto Galli della Loggia, un popolo di corruttori elegge un suo rappresentante, è solo un problema di moralismo individuale, non politico. Proprio come dicevo qui, il Capo del Governo ha affermato che non c'è nessuna Tangentopoli: é la continuazione di quella precedente, e tutto è stato montato dalle solite toghe rosse per farlo fuori, e quindi via subito alla "riforma" della Giustizia. E, per prima, dopo le leggi per non farlo andare sotto processo, ci sarà la legge sulle intercettazioni telefoniche. Giustamente bisogna porre un freno a tutto questo voyerismo telefonico: anche il ddl in discussione al Senato non va bene per Berlusconi. Forse si arriverà ad ammettere le intercettazioni dopo che la sentenza sarà passata in giudicato, dopo cioè che i tre gradi della giustizia avranno confermato la colpevolezza del delinquente, non prima.
Quanto alle candidature alle prossime elezioni occorre stare attenti a mettere nelle liste personaggi non troppo limpidi, non per un dettato morale, ma – afferma il leader della destra – perché esse "non offrano ai nostri avversari motivi per attaccarci". Logica inoppugnabile.

Altri post correlati: