Sfido chiunque a ricordarsi cosa ebbe a dire il capo del governo Berlusconi un anno fa, il 21 gennaio 2009 durante la "riservatissima" visita di beneficenza al Pio Albergo Trivulzio. Nessuno se lo ricorda, vero? Lo ricordo io: "Il governatore della Banca d' Italia e anche l' Europa ci dicono che quest' anno il Pil registrerà il 2% in meno. Ciò significa che torneremo indietro di due anni e non mi sembra che due anni fa si stesse così male".
Quella era la previsone. Ieri l'Istat (sarà comunista anche questo istituto?) ha comunicato che nel 2009, regnante il miglior presidente del consiglio degli ultimi cento anni, l'Italia è tornata indietro di quarant'anni, ai livelli del 1971, con un crollo spaventoso del meno 4,9% del prodotto interno lordo.
Lascio ad altri più preparati l'interpretazione economica di questo dato. Quello che interessa al normale cittadino, quello che i numeri li capisce nella sua sostanza più banale – che vuol dire meno ricchezza prodotta, più disoccupati – è il dato politico.
Con questi dati, e con le notizie drammatiche che arrivano ogni giorno, uno pensa che il peggio sta arrivando adesso: fabbriche e negozi che chiudono, operai che salgono sui tetti o minacciano di darsi fuoco, licenziati che si impiccano nel magazzino aziendale, piccoli imprenditori "invisibili" che vendono i propri organi per pagare i debiti e continuare l'attività. Che fanno i nostri eroi?
A sinistra il buon Bersani pensa sia più saggio andare sul palco di San Remo che ai cancelli di Termini Imerese. Per fortuna che proviene da un partito che ostentava sulla bandiera i simboli del lavoro sui campi e nelle fabbriche; se avesse avuto un background – che so – alla Montezemolo, andava da Hugh Hefner per rendere il PD più vicino ai problemi quotidiani?
Ancor più oltre a sinistra stanno discutendo sul color migliore delle salviette per il picnic fuori porta di Pasquetta. Un gruppo le vorrebbe rosso cremisi, un altro rosso Ferrari a striature verde bottiglia, un altro verde bottiglia a striature rosso Ferrari, un altro rosso cremisi a pois viola. Forse per il 2058, anno della sepoltura del presidente del consiglio, avranno trovato un accordo anche sulla grammatura della carta della stampante.
Dall'altra parte politica i problemi sono quelli che assillanno tutte le mattine gli italiani, appena mettono il piede giù dal letto: quanto durerà ancora il mio processo? Anche quelli che non hanno cause pendenti sono preoccupati per il processo che può capitare da un momento all'altro, come il terremoto all'Aquila, con l'aggravante che non c'è nemmeno una Protezione Civile che venga a dare una mano, magari per prendere più che per dare.
Forse una mano ci verrà dall'Albania o dal ponte sullo stretto: parola del ministro Mattioli, sarà consegnato il 1° gennaio 2017. Prendiamo nota.
















