Giornali di oggi: John Terry, il capitano della nazionale inglese di calcio, perde la fascia di capitano perché se l'è fatta con la fidanzata di un suo compagno; monsignor Simone Scatizzi, vescovo di Pistoia, invita-ordina a non dare la comunione ai gay; la santa Mariastella Gelmini ha varato la sua "riforma" delle superiori (la sedicesima, se tornano i conti). Potremmo tirarne fuori cento altre, dalla polemica su Morgan ai licenziamenti a catena, ma fermiamoci qui.
Cos'hanno in comune tutti questi fatti? Sostanzialmente uno: viviamo una fase sociale e politica, in tutto il mondo, dove non ci sono fari di orientamento, lo sbandamento è totale e si contrabbandano pseudo principi morali per mascherare una incapacità di proposte serie.
Non sono così vecchio da aver vissuto né l'epoca vittoriana né il maccartismo, ma credo che oggi stiamo riassumendo il peggo dei due periodi.
Chi se ne fotte di quanto fanno nel privato i vari calciatori, o gli omosessuali o i cantanti? Ed invece no, come se fossero dei maestri di vita dovrebbero dare il buon esempio, mentre chi ha il diritto-dovere di indirizzare le nostre vite può dedicarsi alle peggiori azioni nei palazzi del potere. Come se non bastasse assoldano alla loro causa tutti i mezzi di persuasione di massa per farci credere che il loro (della casta) comportamento è lodevole, mentre quello dei sudditi dev'essere improntato alla rettitudine.
Per fortuna il cosiddetto paese reale è ben diverso da quello che pretendono di farci apparire lor signori.
Nonostante la perdurante e martellante campagna di odio della destra contro gli stranieri, la gente comune ha ben presente i "valori" ed i diritti che anche i diversi possono pretendere: otto italiani su dieci – in maniera trasversare, da destra a sinistra, da nord a sud – affermano che anche gli immigrati irregolari hanno diritto all'assistenza sanitaria.
Notizie come questa danno speranza: nonostante tutto, nonostante tutti i sondaggi e tutte le elezioni, c'è speranza che non tutto sia perduto. Prima o poi anche la maggioranza degli italiani tornerà a ragionare con la propria testa.

















One Comment
1 giuliana ha scritto:
con dolore, dubito che il paese reale sia come lo descrivi tu. se no, molto semplicemente e senza neanche scomodare il concetto di società civile, le cose andrebbero diversamente (che poi non ci vuole molto: maestri non così cattivi, sostanzialmente). e però spero che tu abbia ragione