Tutto il mondo è paese. Ministri che cornificano e vengono cornificati, altri ministri che vanno al G8 o in parlamento ubriachi, onorevoli che intascano mazzette e via dicendo. Non passa settimana che non ci arrivi qualche notiziola curiosa sulla classe politica di ogni parte del mondo.
Oggi in contemporanea abbiamo il ministro alle pensioni belga, Michel Daerden, immortalato dalle telecamere in sospetto stato di ebbrezza, e l'autosospensione del primo ministro irlandese, Peter Robinson, in seguito alle controversie sulla relazione di sua moglie Iris con un diciannovenne. Nel primo caso il partito nazionalista ha chiesto le dimissioni, nel secondo abbiamo avuto delle quasi dimissioni.
Se ragionassimo secondo il metro della maggioranza delle italiane e degli italiani dopo le rivelazioni delle frequentazioni del nostro capo del governo l'estate scorsa di minorenni ed escort varie, potremmo chiudere il discorso facendo spallucce. In fin dei conti anche loro sono uomini e donne, tentati e caduti in tentazione di fronte ad una cassa di birra o all'esuberanza sessuale di un giovincello. Che c'è di male?
Il male c'è, ma non è questo che mi interessa in questo momento.
La differenza fra le conseguenze dei "peccatucci" nei vari paesi dimostra l'indice di moralità individuale e pubblica sotto le diverse latitudini.

Emblematico è il caso del ministro Robinson. Non è lui che è andato a letto con una fanciulla, ma la moglie, anche lei impegnata in politica. Il fango che gli è arrivato addosso, non per colpa sua, non l'ha esonerato a chiamarsi fuori dal gioco, e non c'ha messo troppo tempo ad "autosospendersi".
Una gran bella lezione, anche per i colleghi degli altri paesi. Ma l'Italia non è l'Irlanda.
 

Altri post correlati: