La femmina del 2010 coniuga in sé la donna-oggetto degli anni ’70-’80 e la donna-manager degli anni ’80-’90, diventando donna dominante: quella che ribalta i ruoli in ufficio, ma anche a letto. Questa è la tesi di Alberto Caputo, psichiatra e psicoterapeuta dell’Aispa (Associazione italiana di sessuologia e psicologia applicata), esposta sulla Stampa in risposta alle tesi dello zoologo Desmond Morris, celebre autore del libro “La scimmia nuda”.
Non entro nel merito scientifico della discussione, non avendone i requisiti. Secondo Caputo, infatti, anche la donna al pari dell'uomo sarebbe portata alla poligamia, anche se in maniera differente. Come dire: c'è sempre una giustificazione per le corna, sia di lui che di lei.
Non mi convince invece la definizione del ruolo della donna nei diversi decenni. La donna è sempre stata oggetto, ed è proprio negli anni 70 che ha cominciato a prendere coscienza di questo stato e a ribellarsi con la nascita del movimento femminista. Il corpo è mio e me lo gestisco io, era lo slogan di allora.
In questi ultimissimi anni il mondo, almeno quello italiano, ha fatto un salto indietro ante anni 70: forse che sono dominanti le escort e le starlette che frequentavano palazzo Grazioli o villa Certosa, e tutte le altre che le hanno giustificate, invidiate e imitate?
Se vogliamo, la donna dominante la troviamo proprio alla fine del secolo scorso, quando era la donna manager a dettare i ritmi della sessualità, con tanto di crisi conseguente del maschio italiano.
Sarà colpa dei cromosomi, dell'evoluzione della specie, dei cambiamenti sociali o della crisi economica, ma a me pare che oggi vada di moda la donna rifiutante o – come direbbe mia figlia – la figa di legno, quella che se la tira e non la dà.
Se Celentano la proponesse oggi, Chi non lavora non fa l'amore diventerebbe Chi lavora troppo o il lavoro non ce l'ha più non fa l'amore. Per trombare non si può avere il conto in rosso o arrivare a casa troppo stanchi.
Ma anche quando le cose vanno bene c'è una stanchezza nella coppia che fa disertare il letto comune. Riprendendo Celentano, allora (siamo nel 1970) la società era in fermento, c'erano masse di giovani e di lavoratori in tutto il mondo che si battevano per una società diversa, era in atto l'emancipazione femminista. Di pari passo con questa dinamicità si sviluppa la rivoluzione sessuale.
Pochi anni dopo tutto questo è dimenticato ed oggi viviamo – Stati Uniti esclusi – una fase di stagnazione degli ideali che porta noia e rassegnazione, anche nei rapporti fra uomo e donna.
Finché il cielo è plumbeo non c'è da star allegri, questa è la verità.
 

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